Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

venerdì 15 gennaio 2016

Il senso del taccuino.

© 2016 weast productions
Domani nel Senso del taccuino sulla Regione: "Il gioco (ingannevole) delle parti". Qui di seguito il solito estratto:

Un pomeriggio del 1993, sebbene non avesse fatto nulla di male, fu arrestato dalla polizia tedesca. Non oppose resistenza e anzi provò addirittura una sensazione di sollievo. Di liberazione. Ecco i fatti. Qualche minuto prima aveva imboccato la scala mobile che dalla piazza chiamata Hauptwache, a Francoforte sul Meno, conduceva al mezzanino della metropolitana. Acquistato il Corriere della Sera a un'edicola, era tornato sui suoi passi con una mezza giravolta che lo aveva immesso nella folla. Di colpo in bianco, il sistema nervoso gli segnalò l'imminenza di un disastro, che non riuscì ad evitare: si verificò nell'istante della sua intuizione. Si scontrò con una signora di mezza età. Anzi, fu lei, sopra pensiero, a venirgli addosso. Reagì allungando le braccia per evitare alla signora una brutta caduta. Nello stesso istante, i suoi occhi videro che dalla borsa che la donna portava a tracolla spuntava la testa di un cane. Un maledetto cane microscopico che per primo si mise ad abbaiare istericamente. La sua padrona recuperò il ritardo, gridando, questa volta in modo comprensibile a tutti coloro che si trovavano a passare di lì: “Al ladro, al ladro”. Non contenta, aggiunse: “Spacciatore, spacciatore”. Terminò invocando: “Aiuto!”.

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