Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

venerdì 19 dicembre 2014

Il senso del taccuino.

© 2014 weast productions

Domani nel Senso del taccuino sulla Regione: "Il sipario e l'attesa". Qui di seguito il (consueto: maledette parentesi, immancabili anche sotto Natale!) estratto:

In particolare il tonfo del laptop sulla strada, risucchiato dalla gravità che grazieadio non la tradiva mai, le procurava un brivido di esausta soddisfazione che col tempo, curiosamente, non era scemato. Tutti gli altri schianti, dai CD alla Playstation, a qualche (va detto: raro) libro, avevano, col passare del tempo e con il ripetersi di questo disperato rituale, generato un senso di lontana indifferenza. Le sembrava di avere la testa dentro una nuovola. Non, però, quando il laptop finiva a pezzi. Quello costava, lei lo sapeva bene, considerato che, detto per inciso, lavorava come programmatrice per una ditta che produceva computer. Questi sono dettagli e - dice - “non ho voglia di annoiarti”. A volte bisognerebbe mettersi ad urlare per ringraziare la vita: che per quanto ci possa dare del filo da torcere, sa anche aprire il sipario, quando ne ha voglia. E quando meno ce l'aspettiamo. Anzi, no: quanto più le chiediamo di farlo. La vita sta al gioco e manda il segnale convenuto: un leggero rumore di cavi tirati e di rotelle che si mettono in moto. L'aria è soltanto mossa dal telo di stoffa rosso scuro, se guardi bene riesci a cogliere anche una quasi non percettibile agitazione della polvere, per strada se sei per strada, al coperto se sei al coperto. Ovunque.  

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