Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

sabato 14 ottobre 2017

Dicono.

(c) 2017 weast productions / all rights reserved per testo e fotografia.

Dicono che quando le nuvole
si fanno sotto da ponente
tolgono l'aria al mare e ciascuno resta solo:
che ci scappa il morto,
in città.

Dicono tante cose.

Di me dicono che sono pazza.
Mi avrebbe preso la follia.
Come un'influenza. Peggio ancora.
Povera ragazza.

Dicono che un giorno dovrò smettere
di pensarti.


(Continua la serie di poesie inviatemi da Gaza. Autrice è una giovane donna che desidera restare anonima, che evidentemente non si rivolge a me in ciò che scrive, ma si rivolge a me per essere pubblicata. Il Blog la pubblica. La traduzione è di Faccia da reporter, per quel poco che può).

mercoledì 11 ottobre 2017

Se c'è luce, da te.

(c) 2017 weast productions / vietata la riproduzione. 

Non per dire.
Consola,
tuttavia,
immaginare che
se c'è luce, da te,
qualcosa starai facendo,
a qualcosa starai pensando.
Sarei una pazza
se concludessi
che pensi a qualcuno:
a me.

(Poesia inviatami da Gaza e tradotta dall'inglese. Autrice è una giovane donna che desidera restare anonima, ma in qualche modo pubblicata. Ne seguiranno altre. La fotografia non si riferisce a Gaza. La traduzione è di Faccia da reporter).

lunedì 9 ottobre 2017

Grazie.

(c) 2017 SpazioReale / All rights reserved / Vietata la riproduzione.

Desidero ringraziare chi ha visitato World Press Photo 17 a SpazioReale: l'esposizione si è chiusa ieri. Moltissime persone. Chi ci è andato da solo o da sola, le famiglie che ci hanno portato i figli, spiegando loro (e non è facile) le immagini del mondo. Grazie anche ai docenti delle scuole, che hanno portato a Spazio i loro studenti. Chi cambierà il mondo, se non lo loro? Grazie a chi ha lavorato all'allestimento, con impegno e passione. Il mondo non si racconta mai abbastanza. E via che vado. 

venerdì 6 ottobre 2017

Il senso del taccuino.

Fatima Bhutto.
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Domani nel Senso del taccuino sulla Regione: "La vita dentro agli occhi".

L'intervista a una giovane donna straordinaria incontrata a Milano. E il racconto della sua vita. Qui di seguito il consueto estratto:

Dentro ai nostri occhi rimane il deposito fisico di ciò che abbiamo visto nella vita. È visibile allo sguardo esterno. Non tutto quello che abbiamo visto, ma alcune cose. Quelle sì. Nulla a che fare con l'ipotesi che gli occhi siano (possano essere) lo specchio dell'anima. A che fare, piuttosto, con il sospetto che la realtà produca un'impressione, che potremmo definire fotografica (in realtà è: biografica) e quindi ritrovabile. Quando parliamo a qualcuno, lo facciamo anche con gli occhi. Affidiamo loro ciò che non riusciamo a dire con le parole, ciò che è inutile dire a parole, oppure ciò che non desideriamo siano le parole a comunicare.  

mercoledì 27 settembre 2017

"Tutta la vita": confessioni di un ipocondriaco.


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Venerdì 29 settembre vi invito al Mercato coperto di Giubiasco (dovrei dire Bellinzona, quartiere di Giubiasco: se mi leggono... Ah, i politici...). Alle 18.15 avrò il grande piacere di proporre al pubblico un viaggio fatto di parole e di immagini filmate fotografate e ascoltate nel mondo, e questo a conclusione del 15esimo Corso di aggiornamento per il medico di base organizzato dal Gruppo Medico Formazione. Grazie al Comitato per l'invito, sono molto riconoscente. Per un ipocondriaco quale sono, è una sfida. Se ne uscirò in piedi, sarò guarito. È un po' mi spiacerebbe (uscire guarito, poiché di uscire in piedi ci conto, si capisce...). L'ipocondria è una interpretazione letteraria del mondo, prima ancora che del proprio corpo.

Titolo del mio racconto: Tutta la vita. Inizio: 18.15. Entrata gratuita con evento aperto a tutti.

Sarà attraversabile anche un paesaggio parallelo, con lo stesso titolo: Tutta la vita. 23 miei scatti per fare sentire (e vedere) come al mondo tutto accada nello stesso istante. Fotografie stampate da Milo Carpi e allestite da Giovanni Sciuchetti e dal suo collaboratore Fabrizio.

Vi aspetto.

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domenica 24 settembre 2017

Grazie dio che c'è ancora la vita.

(c) 2017 weast productions / vietata la riproduzione.

Ha vinto la Merkel. Non che mi importasse. Ma: ha vinto la Merkel. Un giorno me l'hanno messa davanti, sul tavolo di una locanda in Grecia, dove avevo appena pranzato. La proprietaria rideva: "Ci ha spremuti come limoni". I tedeschi la chiamano "Mutti". È arrogante come un'istitutrice con i peli sulle gambe. Quale pulsione spinge un popolo a chiamare "mammina" una cancelliera? Ho vissuto un pezzo di vita in Germania: non l'ho ancora capito. La democrazia incapace (o resa tale) di intravvedere l'alternanza ha il fiato malato. Perlomeno pesante.

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Due che si baciano come se domani non verrà. Quelli il fiato ce l'hanno buono.

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Una ragazza incazzata di brutto con le stringhe della scarpa sinistra scatenate come serpenti. Incazzata come sanno essere incazzate soltanto le donne. Una meraviglia, dai.

Grazie dio che c'è ancora la vita.





sabato 23 settembre 2017

Anche quello che non si capisce.

(c) 2017 weast productions / vietata la riproduzione.

Non c'è come la notte per vivere. Sono rimasti in quattro. Uno dice che è per macinarla, questione di lasciarsela alle spalle. Uno che è per sentire la vita più forte. Uno compie acrobazie col monopattino e dice ciao, scatta pure la foto. Una, che il più vecchio chiama ragazza, non dice niente. Poi dice che di notte capisce tutto. Anche quello che non si capisce.