Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

venerdì 22 settembre 2017

Il senso del taccuino.

(c) 2017 weast productions / vietata la riproduzione.

Domani nel Senso del taccuino sulla Regione: "La solitudine degli oggetti". Qui di seguito il consueto estratto:

Gli oggetti sono crudeli: sanno stare da soli. Ad alcuni conferiamo, tuttavia, una funzione consolatoria: gli chiediamo di portarci fortuna, di farci compagnia, di farci sorridere, di farci sentire amati e, persino, di farci amare. Oppure di ricordarci un pezzo della nostra vita, una persona cara, una incontrata e mai più vista. Chiediamo loro anche di farci dimenticare un altro oggetto, di cui hanno preso il posto. A volte arriviamo vicinissimi all'intuizione della crudeltà degli oggetti: quando ne conserviamo uno o più di uno, che alla vista o al tatto riconduce al nostro presente un momento o qualcuno, passati entrambi, non più esistenti, verso i quali pronunciamo l'invocazione a riessere, a tornare. In questi casi, dagli oggetti non ci attendiamo che producano memoria, che la inneschino attraverso un'esperienza sensoriale. Auspichiamo che denuncino l'errore che condiziona la nostra vita: il suo essere finita. Ci attendiamo da loro che riparino tale errore neutralizzando l'esistenza della parola passato e celebrino l'eternità del presente. Uguale a dire che conferiamo a tali oggetti un potere miracoloso: la capacità di riavvolgere il tempo. Compiamo l'esperienza della crudeltà degli oggetti quando concludiamo (siamo costretti a concludere) che questa magia non è possibile. Non avviene. Gli oggetti se ne stanno da soli e non ci chiedono nulla. Siamo noi a chiedere. 

lunedì 18 settembre 2017

Vengono fuori le parole.

(c) 2017 weast productions / vietata la riproduzione.

Vengono fuori le parole. Le due o tre che ti sei portata a casa. Chiamale poca cosa. Dopo tutto questo tempo. Dopo tutto: questo guardare, gli occhi sul mondo, gli occhi su ciò che ci sta in giro, sta su di te. Su di te. Dopo tutto quello che ci fa la vita. Ne avessimo una per scriverne. Per almeno scriverne. Sarebbe chiedere troppo che uno la scriva. E se la scrivessi io? Attento allo scatto della paura. Della tua paura. Quella ti sta dietro sempre. Oh, se ti sta. Uguale alla mia. Capire che non c'è come vivere. Come vivere. 

venerdì 15 settembre 2017

L'inaugurazione.

Gli scatti dall'inaugurazione di World Press Photo 17 a SpazioReale. Grazie alle numerosissime persone che hanno partecipato. Grazie anche alla stampa per il racconto dedicato a questo evento. (Fotografie di Resy canonica, vietata la riproduzione).

L'esposizione sarà ufficialmente aperta al pubblico domani, 16 settembre, dalle 11.00 alle 18.00. 

Orari: lunedì`- venerdì, 14.00 - 18.00, sabato - domenica 11.00 - 18. 00- Entrata franchi 10.- (gratuita fino ai 16 anni), studenti e AVS franchi 7.-, catalogo dell'esposizione franchi 29.- Benvenuti.






































mercoledì 13 settembre 2017

Aspettando World Press Photo 17.

(c) vietata la riproduzione.
Verrà aperta al pubblico il 16 settembre alle ore 11.00 la World Press Photo 17 presso SpazioReale, nell'Antico Convento delle Agostiniane a Bellinzona, quartiere di Monte Carasso. Sarà visitabile fino all'8 ottobre dal lunedì al venerdì (14.00 - 18.00), sabato e domenica dalle 11.00 alle 18.00. Benvenuti!

lunedì 11 settembre 2017

Le cose grandi e le cose piccole della vita.

(c) 2017 vietata la riproduzione.
Dal 16 settembre all'8 ottobre, a SpazioReale raccontiamo un po' di mondo. Le guerre, la nostra vita, quella degli animali, lo sport, le cose grandi e quelle piccole che riguardano tutti noi. Benvenuti.

sabato 9 settembre 2017

World Press Photo 17 a SpazioReale.

Vietata la riproduzione
Il 14 settembre alle ore 18.30 inauguriamo World Press Photo 17 a SpazioReale. Il mondo non si racconta mai abbastanza.

venerdì 8 settembre 2017

Il senso del taccuino.

(c) 2017 weast productions / Vietata la riproduzione di immagine e testo. 


Domani, sabato, torna Il senso del taccuino sulla Regione. Titolo del rientro: Le parole vivono da sole. Scriverò di parole, immagini, Gerusalemme, delle nostre vacanze e dei nostri amori, nostri o vostri, insomma: anche d'amore. Qui di seguito il consueto estratto:

Com'è andata l'estate? Messi da parte la rabbia, la paura, il disorientamento, il dolore, anche quello, l'ingenuità di chi pensa che va sempre tutto bene, che siamo tutti fratelli e sorelle, messo da parte quello che non capiamo o capiamo fin troppo bene, messe da parte le scottature, gli amori durati quello che sono durati, le discussioni di coppia (e anche di più), tutto quello che ci sarebbe stato da vedere e non abbiamo visto (cosa avevamo di tanto importante da fare?), quello che è andato bene, e quello che no, le ricuciture, le notti, l'amore fatto e rifatto (era ora), le conclusioni che in fondo siamo fortunati, il leasing, diosanto, il leasing, il tumore della pelle, che è sempre lì che ci aspetta sotto-l'-ombrellone-e-fuori, il desiderio di tornare indietro di trent'anni, pagando quello che c'è da pagare (qualcuno fa credito?), la donna giusta, l'uomo giusto, quello che mi capisce e mi fa sentire viva/vera/me, quella che non chiede di cambiare, di smettere di fumare, di fare sport, la prole, la prole, oh la ole, la sabbia sui tappetini della macchina, che se c'è una cosa capace di rovinare le vacanze è proprio questa, ecc.