Raccontare


SPAZIO ALLE STORIE CHE NON SONO STATE RACCONTATE ALTROVE. ALLE PERSONE INCONTRATE E RIMASTE SUL TACCUINO. OPPURE A QUEI PENSIERI CHE MI PASSANO PER LA TESTA VELOCI COME UNA PALLOTTOLA: SE NON LI FERMASSI, LI PERDEREI.

mercoledì 5 luglio 2017

Io sto con la grassona.

(c) 20'17 weast productions

Io sto con la grassona seduta sul Tilo diretto a Milano. Sto con lei perché non c'entra niente. Sto con lei perché è una mia amica e mi ha girato la pagina della Regione di oggi. Non avrei mai creduto di scrivere, un giorno, questo, di questo, di cose di qua. E invece, da lontano, scrivo. E rido. Come lei. Oh, se rido. Oh, se ride. 

Un signore, componendo un articolo insipido e senza ispirazione, l'ha fatta a pezzi perché è grassa, proprio in una edizione nella quale si denuncia e si documenta separatamente (nella cronaca) il femminicidio. 

"C'è un femminicidio dello sguardo", mi ha scritto la mia amica grassona. Quei chili se li è "guadagnati", aggiunge. Guadagnati vivendo. Le credo perché lo so. 

Mi piacerebbe essere come lei, nei confronti della vita. Davvero come lei. Per tutte le cose stupende che fa. Grassa com'è. Grassa da scoppiare. E segreta.

sabato 24 giugno 2017

Véronique Robert.

(c) 2017 weast productions / Mosul.

Non ce l'ha fatta nemmeno Véronique Robert (che per la cronaca era cittadina svizzera). Lunedì scorso era rimasta ferita nell'esplosione di una mina a Mosul, che aveva ucciso il reporter e cameraman Stephan Villeneuve e il fixer (giornalista) curdo-iracheno Bakhtiyar Addad. Oggi è morta anche lei, a Parigi, dove era stata trasportata ieri.

Faccia da reporter fa i nomi di questi tre colleghi: Véronique Robert, Stephan Villeneuve, Bakhtiyar Addad.

Il nostro è un mestiere che si sceglie. Anche coltivare la memoria di chi dà la vita per farlo è una scelta. 

venerdì 23 giugno 2017

Il senso del taccuino. E il senso dell'estate.

(c) 2017 weast productions / all rights reserved.

Domani nel Senso del taccuino sulla Regione: "Un vertiginoso accadere". Un modo per ricordare un reporter e un amico caduto sul terreno a Mosul, Stephan Villeneuve, per intuire come tutto al mondo accada nello stesso istante, per raccontare di un'amica di Londra, Glenn, che vorrebbe che il suo ex fidanzato intuisse il momento in cui lei se ne troverà un altro, per raccontare di un fotografo che non fotografa più in attesa di tornare a fotografare e insomma per entrare nell'estate e per andare al mare consapevoli che la vita è un regalo.

Con il Taccuino ci ritroviamo - se Dio, che fatica la maiuscola, o chi per esso lo vorrà - a settembre (va in vacanza anche il Taccuino, non io), con altri racconti dal mondo ci ritroveremo molto prima, da un paio di posti che mi aspettano (o così mi illudo che facciano...).

Qui di seguito il consueto (e dagli) estratto:

Succede che un amico metta un piede su un ordigno nascosto in una strada di Mosul. E salti per aria. Succedono tante cose nella vita. La notizia è subito circolata su Facebook. Insieme alle immagini di una giovane coppia che annunciava la nascita del primo figlio. I due fatti si sono toccati, per un istante, si sono sovrapposti. Anzi: il bimbo della giovane coppia potrebbe essere venuto al mondo nel medesimo istante in cui il reporter francese Stephan Villeneuve se ne andava. Il piccolo non ne saprà mai nulla. Chissà cosa avrà pensato Stephan negli ultimi istanti? O un istante prima, una frazione di secondo prima dell'esplosione: a che cosa stava pensando? Succede che la vita ci conceda l'intuizione del suo accadere simultaneo. La tragica fine di un amico e i primi respiri di un neonato annunciati nella sincronicità di Facebook e effettivamente sincronici, simultanei, chiedono di approfondire questa intuizione. Al mondo, tutto avviene nello stesso istante. Non ne deriva alcuna relativizzazione dei singoli fatti. Al contrario: ciascuno di loro viene in questo modo inserito nella dimensione di un vertiginoso accadere.

martedì 20 giugno 2017

Stephan Villeneuve.

(c) 2017 weast productions
Se ne è andato un altro collega, Stephan Villeneuve. Ieri era stato colpito dall'esplosione di un ordigno improvvisato nascosto da qualche parte, a Mosul, in Iraq, dove Stephan stava seguendo l'offensiva dell'esercito iracheno. 

Se ne è andato un amico, che ricordo con questa fotografia scattata a Gaza anni fa. Avevamo lavorato insieme, durante un'offensiva militare israeliana. Eravamo finiti sotto i tiri dei soldati, mentre eravamo in macchina. Ci siamo fiondati fuori insieme e, più tardi, in albergo, ne abbiamo riso. Come ridevamo di altre cose. L'avevo conosciuto per caso, all'hotel American Colony di Gerusalemme, una sera. Un ragazzo sempre di buon umore, intelligente: un grande professionista. Un reporter libero, prima ancora di essere freelance: filmava lui le immagini con cui raccontava le guerre. Questo ci aveva fatto sentire subito molto simili. 

Un dolore immenso, senza fondo. Stephan lascia la compagna e quattro bambini, ai quali Faccia da reporter porge le condoglianze più sentite. Un dolore immenso e senza fondo. 

Nell'esplosione, ieri, ha perso la vita anche il fixer con cui Stephan lavorava, il giornalista curdo-iracheno Bakhtyiar Haddad. La sua collega Véronique Robert è rimasta gravemente ferita, un altro reporter francese, Samuel Forey, è rimasto soltanto leggermente ferito.

mercoledì 14 giugno 2017

Ultimo giorno di scuola.

(c) 2017 weast productions / all rights reserved.

Ne esci vivo con gli stivali. È un gioco delle fantasia. Ti farai quattro risate, fra quel poco che resta. E fra i tuoi amici, quattro lerci e puzzoni, zozzi malmessi mocciosi. Anzi: ridi, già adesso. Per quel nulla che serve. E sebbene. Sebbene di nascosto. Sia mai. Sia mai detto che in guerra: che in guerra si ride. E che in guerra non c'è. Chi, maledizione? Cosa? Non costringermi alla bestemmia, rispondi! Che in guerra non c'è il mare. Oh, se si ride. Si straride. E: oh, se c'è il mare. Non è acqua il mare, forse? (Mosul, lì vicino, 2017).

sabato 10 giugno 2017

Ascolta la fotografia / 2.


Domani sera, 11 giugno, ospite di "Ascolta la fotografia" a SpazioReale sarà Jacek Pulawski. Tre grandi reportages fotografici e altri scatti proiettati e raccontati al publico all'aperto, presso l'Antico Convento delle Agostiniane. Inizio ore 21.15. Entrata libera.